Ti sarà successo di sentire dire che per scegliere un alimento per il tuo cane o il tuo gatto devi guardare alla quantità di proteine che contiene come viene indicata in etichetta.
In realtà questo non è del tutto vero. Quello che davvero conta non è tanto la quantità delle proteine ma è la qualità di quelle proteine, cioè la loro capacità di essere utilizzate dall’organismo dell’animale. Questo è quello che viene detto valore biologico.
Parlare di alto valore biologico di un cibo significa che le proteine in esso contenute apportano tutti gli aminoacidi essenziali (i “mattoni” delle proteine) e nelle giuste proporzioni. In questo modo l’organismo del cane o gatto deve “lavorare di meno” per utilizzarle e ne scarta una parte inferiore, in quanto il profilo di aminoacidi è molto simile a quello richiesto dall’organismo.
Il dato che si legge sull’etichetta come quantità di proteine non sempre rispecchia il vero valore biologico dell’alimento e questo perché il tipo di analisi che produce questo risultato può essere sfalsato. Vediamo meglio come.
Il metodo più impiegato per misurare le proteine negli alimenti prevede di misurare la quantità di azoto totale nel campione e moltiplicare il valore per un fattore di 6,25 come stima della quantità di proteine ma non tutto l’azoto viene dalle vere proteine!
Alcuni alimenti (spesso a basso costo ma non solo!) contengono composti azotati non proteici (come scarti, derivati metabolici, o residui industriali) che aumentano artificialmente il numero di “proteine” in etichetta, senza apportare benefici nutrizionali.
Solo l’azoto proveniente da aminoacidi completi e ben digeribili contribuisce al reale valore biologico e solo l’azoto proveniente e da proteine utilizzabili viene trattenuto e contribuisce realmente al valore biologico.
Per comprendere meglio, vediamo alcune fonti di azoto non proteico (NPN – Non-Protein Nitrogen) presenti nel cibo che potrebbero falsare il calcolo del contenuto proteico e, di conseguenza, influenzare il valore biologico apparente,( ma non quello reale!).
Sono composti azotati non proteici:
- Urea (a volte usata nei mangimi per ruminanti).
- Nitrati o nitriti (tipicamente usati come conservanti o nella produzione degli ingredienti)
- Creatinina o acido urico
- Residui di fertilizzanti, contaminanti, additivi azotati.
Per capire dunque la vera qualità di un cibo per cani e gatti non affidatevi esclusivamente alla lettura del valore di proteine indicato ma controllate la lista degli ingredienti ed informatevi anche sui metodi di produzione di questi per cercare di riconoscere se le proteine che vi indica quel numero sono “vere” o portano in sé l’incidenza di sostanze usate per l’agricoltura, l’allevamento, la conservazione che non vorreste davvero utilizzare per il vostro cane o gatto.