Penso possa essere interessante raccontare un po’ del mio percorso prima di Reico e della mia storia con questa azienda dato che dopo 12 anni di lavoro penso di storia si possa parlare.

Torniamo un passo indietro dunque alla mia formazione e ai miei inizi lavorativi. Dopo gli studi superiori classici (che cito sempre perché hanno contribuito a certe competenze trasversali che tutt’oggi mi sono fondamentali), mi sono laureata in Ingegneria Gestionale, il cosiddetto non-ingegnere secondo i colleghi che ancora oggi sorridono a sentire questa specializzazione.

Dopo le prime esperienze in Università, entro a far parte di una start-up nel settore degli eventi e dell’informazione. Questa è un’esperienza larghissima che mi fa esplorare aspetti multipli del lavoro: marketing, vendite, comunicazione aziendale, gestione dei team, ecc. Difficile inquadrare un ruolo ma di certo quegli anni mi aprono un finestra a collegare l’interesse personale al tema della comunicazione umana con l’opportunità di farlo diventare un lavoro. Da qui nasce la mia attività imprenditoriale che occupa gli anni successivi e vede l’avvio di un’agenzia di comunicazione e un’attività di consulenza per aziende che include anche ruoli da formatrice.

Si affaccia nel mentre però anche un’altra passione della mia vita: gli animali. Cani e gatti in particolare, che diventano ora membri della famiglia di cui sono, insieme a Stefano che poi diventerà anche mio marito, il cosiddetto “care-giver” (perché chiamarlo genitore non mi sembra del tutto appropriato). E da questa passione nasce un nuovo spunto lavorativo, quasi per caso.

E’ una normale serata infatti, quella in cui un amico, residente in Alto Adige, già compagno di un’educatrice cinofila conosciuta anni prima per il cane di famiglia (dei miei genitori intendo), ci invita a fare un aperitivo con lui per raccontarci la sua nuova attività. Mai, in quelle 2 ore e mezza di macchina, fatte per la curiosità di capire che stava combinando e soprattutto perché da più giovani ogni occasione per un aperitivo va colta, avrei immaginato cosa si stava scoperchiando.

Da quell’incontro infatti torno a casa con l’idea di studiare il tedesco (dato che non ho capito molto della serata perché eravamo gli unici mono-lingua italiana in sala), la curiosità di vedere che ne pensano i miei gatti di questi nuovi prodotti e una sensazione positiva di aver incontrato persone che “risuonano” come vicine per interessi, filosofia ed etica del lavoro.

Tutte queste cose crescono lentamente e spontaneamente anche all’aumentare della popolazione animale in casa fino ad arrivare al giorno in cui qualche frase buttata lì sul lavorare per quest’azienda dal nostro amico non getta il seme di un interesse. All’inizio è un “così potete avere un rimborso parziale su quello che spendete per i vostri animali”, poi è un “le bollette di casa sono pagate da Reico” (non c’erano ancora gli aumenti di luce e gas!), poi un “il mutuo è pagato da Reico” e cosi via! All’inizio era un “parliamo con gli amici”, poi un “proviamo a cercare clienti esterni”, poi un “organizziamo delle serate a tema”, fino alla “grande svolta”: le stagioni in una spiaggia per cani!

Il mio vero inizio infatti è stato sfruttando quel tipico calo di lavoro che come libera professionista avevo nei mesi estivi per spostarmi in Toscana, in una dog beach, dove di potenziali clienti ce n’erano centinaia ogni giorno. Molti penseranno che fosse la classica situazione da “è un duro lavoro ma qualcuno deve pur farlo” mentre sorseggio una bibita su una sdraio in riva la mare, ma in realtà sono state 4 stagioni toste e impegnative, di trasloco temporaneo anche con la famiglia a 4 zampe, con frequenti viaggi di ritorno a casa per gestire qualche strascico del “vecchio lavoro” che ancora esisteva. Ci ripenso come ricordi di gioventù a quelle giornate calde e afose, tra gazebi che volavano via, improvvisi temporali, il nostro cane stanco, i panini al bar della spiaggia, pochissimi bagni, la roulotte e i gatti da sistemare al campeggio ecc. Ma ne è valsa la pena perché questa fase ha gettato solide basi del mio lavoro futuro! Anzitutto qui si è cominciato a costruire una vera e propria strategia, con la creazione di un “brand”, contenuti che potessero attirare le persone anche su una spiaggia, montagne di esperienza su tantissimi cani e tantissime persone con le loro tantissime domande; e qui si è avviato uno straordinario passaparola che mi faceva lavorare per 12 mesi anche se in spiaggia ci eravamo stati per soli 3!

Mentre nelle varie stagioni estive il “vecchio” lavoro si spegneva, cresceva il mio coinvolgimento nel mondo cinofilo con la partecipazione a corsi di formazione per capire meglio sia il mio branco che intanto aveva continuato ad allargarsi, sia i clienti e le loro esigenze e come poter essere meglio apprezzati da loro. Perché se i venditori standard vanno ai corsi di marketing e tecniche di vendita, io andavo ai corsi dove si parla di comunicazione del cane per comprendere meglio la loro realtà. Ovviamente risvolto buono della medaglia da questi corsi sono nate moltissime amicizie e moltissimi contatti di lavoro… un “trenino” di contatti cui ogni giorno si sono aggiunte nuove persone, nuove opportunità ecc. che mi hanno fatto crescere via via fino a portarmi al giorno in cui ho deciso che non era più cosi essenziale accettare incarichi del “vecchio” lavoro perché Reico bastava alla famiglia e potevo viceversa godermi meglio il mio tempo con i miei animali e per i miei interessi, organizzandomi il lavoro su basi nuove.

Non posso ovviamente raccontare tutto qui di tutte le fasi di strategie, aggiustamenti, contatti, partnership create ecc. ma entrati nel “flusso” ho dovuto “solo” allenare la passione! L’azienda è evoluta con me nel tempo e il bello è stato vedere come sia rimasta fedele ai propri principi e come si sia via via stretto il nostro rapporto anche personale, conoscendoci meglio.

I cambiamenti anche organizzativi mi hanno aperto poi negli ultimi 2 anni anche un nuovo ruolo che riprende mie esperienze passate: quello di occuparmi di una parte della formazione per i nuovi Partner. Questo è un ruolo che trovo molto appagante, perché mi offre l’opportunità di condividere la mia esperienza con chi sta cominciando e di restare sempre connessa ai dubbi, domande e curiosità che hanno i clienti e che mi arrivano tramite chi sta imparando a gestire domande e obiezioni.

Il tutto nella splendida “confezione” di un lavoro che mi segue, si sposta con me senza limitare i miei spostamenti, si adatta ai miei orari anche quando per qualche ragione devo dare priorità alla mia famiglia, mi offre sempre grandi soddisfazioni e non da ultimo mi garantisce la tranquillità economica di una rendita passiva che non avevo mai raggiunto con le mie esperienze lavorative passate! Insomma, in questo mese di “anniversario” del mio inizio lavorativo, è bello osservare che a volte piccoli eventi siano semi di incredibile potenziale. Basta solo provare ad innaffiarli con costanza per vederli crescere e diventare floride piante! E se lo dico io che con le piante vere ho il pollice nero c’è da crederci! E voi nel vostro percorso professionale dei “semi” avete fatto crescere?

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