Una ragionevolissima preoccupazione di qualsiasi proprietario di cane o gatto sul tema alimentazione è se la dose di cibo che quotidianamente danno al proprio animale è corretta.
“Sto dando troppo/poco?” “Sta ingrassando/dimagrendo?”
In tutta onestà, anche nella mia esperienza, sono più attenta a quanto metto nella loro ciotola che a quanto metto nel mio piatto e penso che in realtà essendo noi i responsabili della loro alimentazione anche questo sia un aspetto da curare.
Come per noi un giusto apporto di nutrienti è fondamentale per stare bene e tenersi in forma e le carenze e gli eccessi non vanno bene per la salute, soprattutto quando sono prolungati negli anni.
Dunque quanto cibo dobbiamo dare al nostro cane e al nostro gatto? La risposta non è poi così istantanea da dare! Saremmo infatti portati a pensare che la cosa si risolva semplicemente cercando una qualche tabella di riferimento di grammi da somministrare, dividendo magari tra versione umida e secca di cibo. Ma non è così ovviamente perché in realtà i cibi per cani e gatti in commercio hanno spesso composizioni molto varie e molto diverse tra marchi.
Non è dunque possibile “trasferire” la dose che si sta usando di un prodotto ad un altro senza una minima considerazione sulle diverse caratteristiche tra i due.
Ecco perché nel pet food è normale trovare sulle confezioni delle tabelle che consigliano la dose da somministrare giornalmente al proprio animale. Sono tabelle fornite ed elaborate dalle aziende che per farle hanno prima determinato il contenuto calorico di quello specifico prodotto e hanno poi fatto riferimento a dei dati standard di fabbisogno calorico definiti da linee guide internazionali (vd. NRC e FEDIAF). E a monte queste stesse associazioni utilizzano alcune formule di calcolo che sono poi adottate ad esempio anche veterinari nutrizionisti per diete personalizzate. In verità un nutrizionista mette sulla bilancia (e si può proprio dire per questo tema!) anche altre considerazioni che non appaiono nelle tabelle e che riguardano voci come età, livello di attività, razza, patologie o condizioni speciali.
Le tabelle da parte loro non hanno queste informazioni e proprio per questo non andrebbero prese come una guida rigida, come non è rigido il fabbisogno energetico tra cani che hanno la stessa età, la stessa razza, le stesse abitudini di vita.
Parlando di individui infatti bisogna mettere in conto anche ad esempio il metabolismo soggettivo e l’aspetto emotivo del contesto familiare e di vita del cane. Quando mi parlano infatti di un cane di razza che fa un certo sport chiedendo le Kcal del cibo perché così possono calcolare precisamente la dose dato che secondo FEDIAF quel cane ha bisogno di un certo numero di calorie quotidiane, resto sempre un po’ dubbiosa e mi tornano alla memoria le mie merende di adolescente. Quelle in cui io mangiavo un frutto e la mia amica tre panini, io che allora facevo una discreta attività fisica e che ero sempre al limite superiore del mio peso forma e la mia amica che poltriva tutto il giorno e portava almeno tre taglie in meno di me…
Trovare la dose giusta per il proprio animale è in realtà un processo progressivo che parte dal riferimento di una tabella per adattarsi al singolo soggetto e anche alla sua evoluzione per età, assorbimento, cambiamenti emotivi, ecc. E’ un processo in cui mi piace affiancare i miei clienti per portare loro la mia esperienza con i cani miei e di altri clienti, cercando di dare il massimo beneficio al cane o gatto e anche un senso di soddisfazione e serenità al proprietario!
Se volete anche voi avere un aiuto in questo senso la filosofia di acquisto di Reico che prevede appunto un consulente personale sempre a disposizione è aperta anche a voi e potrà darvi oltre che ottimi prodotti di alta qualità anche un supporto concreto nella gestione dell’alimentazione del vostro animale.