Il video “revival” che ho pubblicato la scorsa settimana dove 10 anni fa raccontavo la mia esperienza con Reico (da leggere qui: https://shorturl.at/J4jnU) mi ha portato a pensare a cosa davvero mi ha spinto ad iniziare questo lavoro e come dunque questa attività, inizialmente secondaria, è riuscita via via a rovesciare completamente la mia vita in termini di impegni, priorità, risultati e tempo.

Inutile essere ipocriti… il primo vero motivo per cui ho voluto sapere come diventare Partner Reico 12 anni fa è stato individuare una fonte di reddito extra. Neo-sposini, neo-proprietari di casa e conseguentemente neo-intestatari di un mutuo, ancora giovani da avere una gran voglia di viaggiare… tutte cose che rendevano qualsiasi reddito insufficiente per i nostri desideri e quindi ogni fonte di extra reddito meritava attenzione.

Anche allora mi stavano però strette tutte le ipotesi lavorative che non prevedessero di essere autonomi. Per alcuni la partita iva è una maledizione, per altri una missione. Io rientro nella categoria “missione”. Con tutte le difficoltà che comporta essere autonomi, l’incertezza dei guadagni, una tassazione pesante e pochissime, se non nulle, sicurezze anche di tipo previdenziale, ecc., incastrarmi in una posizione fissa, scandita da orari vincolanti e da una struttura gerarchica vorrebbe dire spegnermi progressivamente. E quindi che reddito extra sia ma che fosse da una soluzione che mi mantenesse autonoma nello stabilire impegno, tempi e modi.

Anche se sono un cosiddetto “ingegnere atipico” resta una certa “quadratura” o comunque, proprio per una formazione anche di tipo economico, è ovvio che nella scelta di allora sia pesato il settore di attività che avrei potuto impattare scegliendo di diventare una Partner Reico: il mercato del pet food. Qualsiasi ricerca conferma l’andamento in sviluppo di questo settore, anche nei momenti più bui di questi anni economici. Se comunque si possono avere risultati in tutti i settori, di certo si è facilitati in quelli che fisiologicamente stanno crescendo e che sono mercati in forte sviluppo!

L’idea di poter fare un lavoro con i miei tempi, ancora più svincolato dalla libera professione che già facevo, più meritocratico e contemporaneamente più “garantista” (tradotto: il guadagno si lega di più alle capacità ed è garantito da una sorta di rendita passiva che si crea nel tempo con la clientela acquisita) è sembrato subito nettamente più appagante. Stop alle “gare” in scambio visibilità (ancora aspetto i benefici millantati di questa visibilità…), stop a richieste dell’ultimo minuto, stop a preventivi e progetti con ore di lavoro dietro, cancellati con un colpo di spugna per la volubilità dei clienti o dei loro conti economici…

E poi… forse perché sono ancora un’idealista… non dimentichiamo che il tutto si sposava con la passione… quella per il mondo animale intendo… Si trattava in fondo di unire la voglia di lavorare con gli animali, cani e gatti in particolare che stavano diventando anche famiglia per me, con la possibilità di averne un ritorno economico e un ritorno “emotivo” nella soddisfazione di parlare spesso con persone con le stesse passioni e di vedere anche in loro i cambiamenti positivi che avevo visto nei miei. Possono sembrare motivazioni “new age” ma in realtà indubbiamente se non si vive solo di passioni diciamo che le passioni aggiungono condimento a qualsiasi cosa!

Vi è risuonato qualcosa di quello che vi ho raccontato? Se sì, vi auguro davvero di avere il coraggio di provare a buttarvi in una nuova attività e di trovarvi fra 10 anni a ripensare a quanto ha cambiato di voi questa scelta. E se avete condiviso anche i temi specifici di lavorare con/per gli animali e il tipo di attività contattatemi! Sarò felice di guidarvi nei vostri primi passi per ascoltare fra 10 anni queste stesse mie parole dette da voi!